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Luca dall'Australia ci scrive: metto una taglia sui responsabili dello sfregio alle Anime Sante

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Ha suscitato, come era giusto che fosse, l'unanime riprovazione il gesto inqualificabile di una banda di giovinastri, gran parte dei quali minorenni, da tempo noti alle forze dell'ordine, che una notte sì e l'altra pure, prendono possesso di piazza Madrice, Anime Sante o Sepolcro e delle strade adiacenti e diventano padroni del campo: non ce l'hanno con nessuno in particolare ma ce l'hanno con tutti.

Rompono specchietti retrovisori delle auto, piegano sportelli di lamiera per provare la forza, rovesciano cestini portarifiuti, sfregiano piante, bucano ruote con coltelli o punteruoli, fanno il tiro a bersaglio sui lampioni.

La zona di notte è diventata comunque infrequentabile per il rischio di fare cattivi incontri.

La notte di venerdì scorso hanno disintegrato almeno dieci corpi illuminanti, la cui rimessa in pristino costerà almeno tremila euro.

Ci sono stati diversi commenti su facebook ad un nostro articolo su questo fattaccio, altri ci sono stati inviati e anche di questi vogliamo darvi conto.

Perchè questi giovanissimi, talvolta ragazzini compiono questi gesti di violenza e danneggiamento assolutamente gratuiti, insensati ? Sono aspiranti delinquenti, è vero e si candidano a riempire le pagine delle notizie di cronaca nei prosssimi anni.

Non basta dire però che sono bestie o che sono criminali in erba, cosa solo in parte vera, e che serve solo a dare sfogo alla nostre pulsioni; nessuno tuttavia nasce persona perbene o criminalema lo diventa nel contesto in cui cresce ed apprende.

Per questo almeno una domanda noi cittadini di questa comunità abbiamo il dovere di farcela: in quali famiglie, ma anche in quale città, vivono questi ragazzi ?

Famiglie in cui i padri sono magari in galera, e le mamme sono ormai disperate e incapaci di esercitare un minimo di controllo, o perchè stanche di lavare scale non reggono il loro ruolo di mamme e di educatrici; padri ubriachi che picchiano le madri, urla e violenze in famiglia da cui questi ragazzini spesso rifuggono, o famiglie in cui si consumano piccole e grandi violenze che segneranno per la vita bambini che per noi, che spesso ragioniamo all'ingrosso, sono solo aspiranti delinquenti.

Ora noi non vogliamo trovare nessuna giustificazione a quanto accaduto l'altra sera, e siamo in prima fila a condannare questi gesti assurdi e criminali; anche perchè ci sono tante famiglie che vivono realtà di sofferenza e disagio sociale, ma in cui figli si comportano in modo irreprensibile, anzi le difficoltà li temprano per la vita.

Ma non siamo tutti uguali: c'è chi in questa realtà manifesta una fragilità e cerca di rifuggirla vendicandosi a modo suo e prendendosela con il mondo intero.

Qualche mese fa a Bagheria, e nello stesso quartiere suscitò sdegno e indignazione la vicenda del bambino di cinque anni, che, malvestito, al freddo, con un paio di scarpe in cui i suoi piedi nuotavano, uscì di casa da solo e riusci ad arrivare in un negozio di calzature in piazza Madrice ed a chiedere un paio di scarpe nuove e della sua misura.

I genitori, successivamente rintracciati, dormivano ancora quando gli agenti di polizia sono andati a cercarli a casa, ed il bambino fu sottratto alla patria podestà e affidato ad una casa famiglia: mangerà pensiamo discretamente, forse andrà a scuola, ma ci sono ferite che non si rimarginano.

Questi fatti interrogano allora il nostro io profondo: giusta la rabbia, giustissima l'indignazione, doverosa e urgente l'azione repressiva, ma cosa facciamo noi di fronte aquesti fatti che interrogano il nostro io profondo?

C'è una nostra responsabilità se non di singoli, di comunità: cosa facciamo per lenire il disagio sociale, per proporre modelli positivi nella società e nella politica ?

Non posssono bastare un manipolo di assistenti sociali e le Caritas parroccchiali, ormai unica e fragile trincea a combattere la crisi economica e sociale delle famiglie bagheresi che vivono ai margini della società.

Sarebbero millanta a questo punto le cose da dire su una città e su una politica completamente assente da questa trincea, ma ci ripromettiamo di farlo in latra occasione.

Vogliamo completare la riflessione lo specifico del fatto di ieri notte stante che abbiamo ricevuto mail private che ci informano in maniera più dettagliata su quanto accaduto: sul fatto epr esempio che, per parecchio tempo e reiteratamente, sono stati chiamati i numeri di emrgenza di polizia e carabinieri, che forse hanno considerato minori rispetto alle altre incombenze quella di giovinastri che fanno casino in piazza.

A fare smettere questi violenti in erba sono dovuti intervenuti in effetti abitanti di piazza Madrice che, anche con rischio personale, li hanno affrontati e messi in fuga, ma il danno era già fatto.

Vogliamo però dar conto si un' altra lettera da un lato commovente, dall'altro invece  spia dello stato di esasperazione che ormai ha raggiunto livelli di guardia: un bagherese che vive in Australia, un cittadino che si firma con nome e cognome, il nipote del tabacchino Jack, (figura storica delle Anime sante), che in quella piazzetta c'è vissuto e cresciuto e che offre una taglia di tremila euro, che propone già di inviare alla nostra testata, a chi consentirà individuare i responsabili del fattaccio, che poi dovranno essere chiamati però a contribuire, aggiunge Luca, a riparare con il loro lavoro il danno commesso.

Peraltro Luca, è stato toccato anche dalla drammatica vicenda del cimitero di Bagheria e chiede anche giustizia, perchè sostiene che il nonno, morto nel 2005, mancherebbe all'appello dalla tomba in cui era stato inumato.

Caro Luca, io e i bagheresi comprendiamo il suo attaccamento a Bagheria, ai tuoi familiari scomparsi e ai luoghi della sua, e della nostra, memoria: ma una taglia non serve, serve piuttosto rimuovere le cause che impediscono alla nostra Bagheria di ritrovare il passo giusto.

Conosciamo il parroco della Chiesa delle Anime Sante e la comunità che attorno alla parrocchia si stringe ed opera quotidianamente: ecco pensiamo che di concerto con la pubblica amministrazione troveranno il modo di porre riparo a questa ferita che ha sfregiato il sagrato della Chiesa, e pensiamo che anche Lei, dall'Australia dove vive, potrà dare il suo contributo.

Quanto a tuo nonno, la giustizia umana sta facendo il suo corso; è una giustizia lenta è vero, ma arriva sempre, ci possiamo contare.

 

Angelo Gargano

 


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